Joe Powell: “La mia vita dal D-day a stuntman di Hollywood e Cinecittà”

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

D-day-Sword Beach: 6 giugno 1944. Joe Powell a sinistra soccorre un ferito (foto IWM)

Hastings St Leonards (Inghilterra) –  Dal D-Day in Normandia ai set di Hollywood.  E’ la storia della folle vita degli inglesi Joe Powell e Jock Easton , i due re degli stunt-men dell’industria dei sogni del dopoguerra. Una lunga avventura che sembra una favola, che è stata ricostruita e narrata nel romanzo storico “Il paradiso dei folli. Dall’inferno della seconda guerra mondiale a una vita d’arte” (Imprimatur-Aliberti 2014).

Il vecchio e inossidabile Joe, che oggi ha 93 anni e vive ad Hastings sulle coste della East Sussex,  si dovrà accontentare di guardarsi le cerimonie per il 71esimo dello sbarco in televisione. “Acciacchi dell’età. Non ce l’ho fatta a farmi di nuovo un giro dall’altra parte della Manica. Forse pago i troppi salti e voli fatti in carriera…” racconta con il sorriso sulle labbra l’ex veterano diventato ‘saltimbanco’ del set.

 

La mattina del 6 giugno 1944, Joe Powell sbarcò con il n.4 Commando di Lord Lowat a Sword Beach, uno dei due settori affidati alle truppe britanniche. Ad accompagnare i suoi primi passi nell’inferno normanno, tra sibili di pallottole , esplosioni, morti e feriti fu il suono della cornamusa di Bill Millin, il cornamusiere reso celebre dal film “Il giorno più lungo”  pellicola dove Powell prese parte anni dopo come controfigura interpretando…sé stesso.

Cosa ricorda del D-DAY?

“Il nostro obiettivo era la batteria di Outsreham. Si trattava di un enorme complesso fortificato in cemento armato. Davanti a me c’erano altri sei mezzi anfibi. Alcuni furono colpiti. Appena sbarcati ebbi una sola preoccupazione: correre, correre, correre e prendere le posizione assegnata. Tutto era stato studiato nei dettagli. Ma lì su quella spiaggia era un enorme caos organizzato…”

Come ogni veterano che porta ancora le ferite degli orrori della guerra evita accuratamente di raccontare i particolari più cruenti. Cosa ricorda in più di quel giorno lontano?

“Al nostro fianco c’erano i combattenti dell’esercito libero francese di De Gualle. Ritornavano in Francia dopo anni in esilio. Uno di loro originario di Outstreham morì a pochi metri da casa sua. In cantina c’era nascosta la sua famiglia. Dopo alcune ore di combattimenti pagati a caro prezzo, riuscimmo a conquistare la batteria.  Trasportammo  i feriti in zone più sicure. Sicuri si fa per dire…”.

Che il suo destino fosse legato a pellicole di celluloide forse era scritto già da quel giorno. In quei drammatici  momenti  un fotografo di guerra inglese la immortalò mentre con il basco verde dei commandos  in testa trasportava un ferito adagiato su una barella improvvisata formata da fucili.

“Gìa è così.Una istantanea  ritrovata anni dopo negli archivi dell’Imperial War Museum e che ho scoperto fa bella vista anche al Museo dello Sbarco dedicato al N.4 Commando che si trova ad Outstreham Riva Bella in quella che allora era denominata ‘Sword Beach'”

Dopo lo sbarco l’attacco al celebre ponte Pegasus

“Il giorno più lungo non era ancora terminato. Nel pomeriggio andammo in difesa di Pegasus Bridge conquistato nella notte dai paracadutisti inglesi. Era ancora sotto attacco da parte dei tedeschi”.

Su quel ponte vide la morte in faccia

“Oggi non sarei qui a raccontare la mia storia, se su quel ponte non fossi indietreggiato di un metro per raccogliere il caricatore del mio mitra che era caduto a terra. Io mi salvai solo perché ero tornato indietro per raccoglierlo…”

 

Joe Powell in una foto recente

Joe Powell in una foto di qualche anno fa

Dal D-day fino alla fine della guerra l’avventura di Powell con il n.4 Commando proseguì con missioni e raid in Francia, Olanda e  Germania. Poi senza un lavoro, tanto dolore e un pizzico di follia il fato gli iniziò a sorridere.

“Sapevo cavalcare ed ero un pugile mi trovavo alla fermata di un autobus a Londra. Passò per caso una persona  con due cavalli. Ci guardammo. Gli chiesi se aveva bisogno di qualcuno che lo aiutasse. Mi imbattei con una persona che era nel mondo del cinema.Da lì i primi passi in questa avventura”.

Com’era il Mondo degli stuntmen dell’industria del cinema di allora?

“All’inizio fu durissima. Fino a che un giorno incontrai Jock Easton in un pub di Soho”.

Jock Easton era un veterano del 2 SAS, i paracadutisti scelti di Sua Maestà. Catturato a Randazzo in Sicilia, internato a Capua e poi a Bologna nel campo 19 della  caserma-prigione delle Due Maestà fino all’8 settembre 1943,  Easton riuscì a fuggire due volte. Prima lanciandosi dai vagoni piombati  del treno che da Bologna doveva condurlo nei lager tedeschi. Poi catturato nuovamente , fece un secondo salto nei pressi di Brescia e riuscì a raggiungere la Svizzera.  Da lì l’esperienza con la Resistenza francese e nel marzo 1945 la leggendaria “Operazione Tombola” in Italia con il 2 SAS, partigiani italiani e russi lanciati all’assalto del comando della Linea Gotica occidentale a Botteghe d’Albinea (Reggio Emilia) al suono della note della cornamusa dello scozzese David Kirkpatrick.  Con Easton fu intesa a prima vista.

Joe Powell a sinistra e Anthony Quinn giocano a scacchi in un momento di pausa sul set.

Joe Powell e Burt Lancaster sul set

“Ci capimmo subito. Divenni socio di Jock. Inizialmente operammo senza licenza. .. Un mondo di sognatori folli e con poche regole. Solo dopo mille peripezie riuscimmo farci largo. Prendemmo le parti di grandi attori come Gregory Peck, Antony Quinn, Clint Eastwood, Christopheer Lee, Errol Flynn, Burt Lancaster e tanti altri in film come i “Cannoni di Navarone” , diversi 007, “Dove osano le Aquile” e centinaia di altre pellicole. In alcune interpretammo anche piccole parti”.

Ma non era certo un mondo di privilegi quello degli stuntmen hollywoodiani del dopoguerra.

“Inizialmente non avevamo un soldo, una sede, neanche un telefono. Partivamo dall’Inghilterra su camion che erano residuati bellici. Lunghi e incredibili viaggi verso Cinecittà a Roma, oppure la Spagna e la Sicilia dove si giravano film storici, di guerra, d’avventura…”

Il suo collega Jock Easton si arruolò di nuovo nei SAS

 

Powell a sinistra gioca a scacchi con Anthony Quinn in una pausa sul set (foto archivio Joe Powell)

Powell a sinistra gioca a scacchi con Anthony Quinn in una pausa sul set (foto archivio Joe Powell)

“Sì Easton per sbarcare il lunario per due anni si arruolò di nuovo in Malesia con i SAS. Fece anche il contrabbandiere di sigarette tra Tunisia e Spagna con altri ex commandos. Un giorno li arrestarono e fu espulso verso Francia. Lo recuperai io in Costa Azzurra dove mi trovavo in viaggio di nozze…mia moglie non fu molto felice. Un’altra volta ci trovammo a metà strada senza un soldo.  Easton entrò in un Casinò francese , giocò  i nostri risparmi e sbancò. Solo così riuscimmo ad arrivare in Sicilia per girare un film….

Avventure vissute al fianco dei protagonisti della “Dolce vita” felliniana di quegli anni.

Jock Easton e Anthony Quinn in "I cannoni di Navarone"

Jock Easton e Anthony Quinn in “I cannoni di Navarone”

” Sì eravamo negli anni ’50.Jock Easton una sera prese a cazzotti Errol Flynn a Roma in via Veneto. Non ci pagava da settimane…Venne cacciato e rimpatriato il giorno seguente ma alla fine Flynn gli dovette chiedere scusa”.

Easton morì nel 1981 per un male incurabile ma negli ultimi anni della sua vita insieme a lei ha donato i suoi segreti ad un giovane stunt-man alle prime armi. L’inglese Vic Armstrong, diventato la leggenda dell’ultima generazione di ‘saltimbanchi’ del set.

 

Vic Armstrong e Harrison Ford

Vic Armstrong e Harrison Ford

“Sì Vic Amstrong imparò da noi. Poi è diventato una leggenda. E’ stato la controfigura ufficiale di Harrison Ford  in tutti i suoi film, oltre che di tantissimi film di 007. Oggi è diventato un regista. ( Il suo ultimo lavoro, il thirller Left Behind con Nicholas Cage uscirà a fine luglio in Italia).

Nel 71° anniversario del D-DAY, è Armstrong a voler ricordare l’amico e maestro Joe Powell.

“Joe è il mio eroe,  un vero eroe. Non ha solo recitato come me. Prima che ci lascino le loro storie vanno raccolte e raccontate  in ogni forma dell’arte”.

(intervista realizzata a dicembre 2014 da Matteo Incerti autore del libro “Il paradiso dei folli” e “Il bracciale di sterline” (2011) e “Si accende il Buio” (2012) )

Annunci

Informazioni su .-.

giornalista free lance
Questa voce è stata pubblicata in Personaggi, Trama e storie e contrassegnata con , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a Joe Powell: “La mia vita dal D-day a stuntman di Hollywood e Cinecittà”

  1. Pingback: Joe Powell: “La mia vita dal D-day a stuntman di Hollywood e Cinecittà” | ilbraccialedisterline

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...